lunedì 31 maggio 2010
Perchè abbiamo bisogno di un'amministrazione pubblica efficiente
sabato 29 maggio 2010
Le cicale e le formiche
Come una favola può essere utile per capire l'economia e quanto sta accadendo intorno a noi.
Da Il Sole 24 Ore
giovedì 27 maggio 2010
La vera ricchezza degli italiani: una conferenza a Cagliari, 31 maggio

martedì 25 maggio 2010
Disapprendimento estivo
lunedì 24 maggio 2010
A scuola più tardi, aiutiamo il turismo
Passare meno ore alla settimana sui banchi scolastici ha effetti negativi sulle performance degli studenti.
Nonostante questa semplice evidenza, in Senato viene presentata la proposta, condivisa dal Ministro, di riaprire le scuole il 30 settembre.
La motivazione? Per dare una mano all'industria turistica.
La Lega è contraria. Perche? "La direttiva europea prevede 200 giorni di scuola e va rispettata. Se togliamo i giorni di scuola del mese di settembre si rischia di non rispettare questo minimo. Inoltre, estendere questa proposta a tutto il territorio nazionale significa mettere in difficoltà le famiglie e i lavoratori dipendenti perchè questi, alla fine di agosto, la maggior parte iniziano il lavoro. E dove mettono i bambini?"
Anche PD e IDV, come la Lega, sono contrari.
I Democratici sottolineano che "un posticipo dell'inizio delle lezioni metterebbe in pericolo la regolarità stessa dell'anno di studi, per violazione delle competenze delle Regioni e delle direttive UE".
I Sindacati sono divisi, ma salta fuori la proposta di dedicare settembre alle "attività parallele (attività di integrazione di bambini stranieri, corsi di recupero per studenti con lacune, accoglienza e orientamento alle prime classi superiori)".
Nessuno che si opponga al rinvio per l'unico vero motivo: perchè i nostri studenti diventerebbero sempre più ignoranti. Come coloro che fanno e sostengono queste proposte.
mercoledì 19 maggio 2010
DATI, DATI, ANCORA DATI SU CHI DA' E CHI RICEVE TRA LE REGIONI
Senza questi numeri non si capisce nulla della politica italiana di oggi. Sono più importanti del rumoroso siparietto che si svolge ogni giorno intorno a Berlusconi
Occhio ai numeri, dunque. Li trovate cliccando qui: NoiseFromAmerika.
martedì 18 maggio 2010
Federalismo fiscale: cosa sia e quanto sia niun lo sa
Detto tra noi è questo uno dei paradossi di questa riforma: non esiste uno straccio di documento ufficiale elaborato dal Governo o dal Parlamento che fornisca una valutazione d'impatto del federalismo fiscale così come è stato programmato.
Siamo molto lontani per esempio dagli Stati Uniti dove, pochi giorni dopo la presentazione da parte del Presidente Obama del Recovery and Reinvestment Act, il Government Accountability Office ha presentato uno studio sull'efficacia delle misure proposte e avviato un monitoraggio della spesa, aprendo una finestra specifica sul sito del GOA dal titolo simbolico "Following the money", dove è possibile scaricare tabelle, rapporti e analisi sull'uso dei fondi, sull'occupazione creata e persino sulle frodi.
In Italia ferve invece un dibattito fatto di molte chiacchiere, come rileva lo stesso Bordignon, nel quale ci si accapiglia "sull'inesistente, invece di concentrarsi su problemi seri". Accade così che, in assenza di numeri, analisi e rapporti, si possa affermare che il federalismo non è un problema di soldi anche perchè "con il federalismo si risparmia". Intanto nessuno può smentire.
Nel frattempo, si registrano i punti di vista di Massimo Giannini (citato da Bordignon), e di Eugenio Scalfari (Il dramma del federalismo in Italia e in Europa).
Insomma, i pareri fioccano e non sono tutti concordi....
mercoledì 12 maggio 2010
CRISI E RIFORME: IL FEDERALISMO ALLA GRECA
La creazione dell'euro è basata su una scommessa rischiosa: impone la stessa politica monetaria a Paesi tra loro molto diversi e li obbliga a rispettare alcune regole di "disciplina fiscale". Secondo il trattato di Maastricht, gli stati membri non devono superare un certo livello di deficit nei loro bilanci annuali e si devono impegnare a tenere il debito complessivo entro limiti regionevoli. Per il resto, piena libertà. Se il governo greco ritiene di mandare in pensione i propri cittadinie a 55 anni, faccia pure; se il 30% della sua economia è in nero, affari loro; e se in alcune regioni greche gli insegnanti sono in numero del tutto sproporzionato rispetto agli alunni, ancora fatti loro. L'unico vincolo alle politiche nazionali è che non abbiano conseguenze negative per gli altri stati membri...
sabato 8 maggio 2010
LA RAGNATELA DEL DEBITO EUROPEO

Il New York Times ha ricostruito la ragnatela dell'indebitamento di Italia, Grecia, Portogallo, Irlanda e Spagna, evidenziando come i Governi e le banche di queste cinque "traballanti" economie siano strettamente intrecciate e posseggano anche larghe parti dell'indebitamento di Francia, Germania e Gran Bretagna.
giovedì 6 maggio 2010
The Economist: ridisegnare la mappa dell'Europa

The Economist ha provato a ridisegnare la mappa dell'Europa tenendo conto delle similitudini tra Paesi, ecco quello che scrive dell'Italia: "They could join northern Italy in a new regional alliance (ideally it would run by a Doge, from Venice). The rest of Italy, from Rome downwards, would separate and join with Sicily to form a new country, officially called the Kingdom of Two Sicilies (but nicknamed Bordello). It could form a currency union with Greece, but nobody else"
martedì 4 maggio 2010
Come un paese con il 120% di rapporto Debito/PIL spende i soldi pubblici
http://www.conoscere.it/medie/.
Ma quanto ci costa?