lunedì 31 maggio 2010

Perchè abbiamo bisogno di un'amministrazione pubblica efficiente

In quest'epoca di ideologia anti-Stato tendiamo spesso a dimenticarci dell'importanza e dei pregi di un'amministrazione pubblica che svolge il suo lavoro con serietà: quando si affidano responsabilità chiare a enti pubblici professionali, e quando i politici e i cittadini trattano le autorità con rispetto, queste spesso svolgono il loro lavoro. Denigrare e sminuire l'amministrazione pubblica, come fanno i fautori del «poco Stato», porterà probabilmente a inefficienze e fallimenti. Ma non è così che deve essere.(Paul Krugman, E Milton Friedman creò la marea nera, tratto da Il Sole 24 Ore, traduzione di Fabio Galimberti da The New York Times)

sabato 29 maggio 2010

Le cicale e le formiche

La cicala è pigra e canta per tutta l'estate, mentre la formica accumula scorte per l'inverno. Quando arriva il freddo, la cicala supplica la formica di darle del cibo. La formica rifiuta e la cicala muore di fame. Morale della storia?
Come una favola può essere utile per capire l'economia e quanto sta accadendo intorno a noi.
Da Il Sole 24 Ore

giovedì 27 maggio 2010

La vera ricchezza degli italiani: una conferenza a Cagliari, 31 maggio


Lunedi 31 maggio 2010 alle ore 16,00 presso l'Aula Magna della Facoltà di Giurisprudenza, in via Nicolodi (parte alta di Via S.Ignazio) a Cagliari,
il Prof. Andrea Ichino, docente di econometria avanzata e di economia delle risorse umane presso l'Università di Bologna, presenta il suo libro:
L’Italia fatta in casa: indagine sulla vera ricchezza degli italiani

In Italia l’entità della produzione familiare, non rilevata dalle statistiche ufficiali, è superiore rispetto a quella di altre nazioni. Quali i benefici e quali i costi di questo stile di vita tutto italiano? Prendendo spunto dall’uscita del libro di Alberto Alesina e Andrea Ichino l’ Italia fatta in casa: Indagine sulla vera ricchezza degli italiani(Mondadori, 2009), il CRENoS (Centro Ricerche Economiche Nord-Sud) promuove un dibattito con uno degli autori, Andrea Ichino. Il libro spiega con estrema chiarezza come alcuni grandi problemi del nostro Paese quali l’assenza di meritocrazia, la scarsa mobilità sociale e le diseguaglianze di genere siano strettamente collegati alla struttura familiare del nostro paese.



Intervengono insieme all'autore:
Franco Manca, Assessore Regionale al Lavoro
Luisa Marilotti, Consigliera Regionale di Parità
Adriana Di Liberto, Ricercatore di Economia Politica, Università di Cagliari e CRENoS
Coordina i lavori: Fabiano Schivardi – Università di Cagliari e CRENoS

martedì 25 maggio 2010

Disapprendimento estivo

Irene Tignali dalle pagine de La Stampa interviene sulla proposta del Senatore Pdl Giorgio Rosario Costa di ritardare al 30 settembre le aperture scolastiche per favorire il turismo.

E anche lei ritiene che questa proposta "rischi di ridurre drammaticamente la nostra capacità competitiva, ma anche di aumentare i divari sociali e ridurre la mobilità sociale del nostro Paese".
Nel suo bell' articolo, la Tignali cita gli studi del Prof. Harris Cooper della Duke University che dimostrano come "la performance dei ragazzi in matematica e scienze crolli drasticamente dopo la pausa estiva".

La conclusione non lascia spazio equivoci: "Per favore, non disinvestiamo nei nostri ragazzi e nel nostro futuro"

lunedì 24 maggio 2010

A scuola più tardi, aiutiamo il turismo

In un nostro precedente Post (Scuola: la fabbrica dello studio?) evidenziavamo come uno dei principali problemi della scuola nei Paesi occidentali è rappresentato dalla minore durata delle settimane e dell'anno scolastico (in media uno studente cinese passa 41 giorni all'anno in più a scuola di uno studente americano, il che si traduce nel 30% di ore in più di istruzione).
Passare meno ore alla settimana sui banchi scolastici ha effetti negativi sulle performance degli studenti.
Nonostante questa semplice evidenza, in Senato viene presentata la proposta, condivisa dal Ministro, di riaprire le scuole il 30 settembre.
La motivazione? Per dare una mano all'industria turistica.
La Lega è contraria. Perche? "La direttiva europea prevede 200 giorni di scuola e va rispettata. Se togliamo i giorni di scuola del mese di settembre si rischia di non rispettare questo minimo. Inoltre, estendere questa proposta a tutto il territorio nazionale significa mettere in difficoltà le famiglie e i lavoratori dipendenti perchè questi, alla fine di agosto, la maggior parte iniziano il lavoro. E dove mettono i bambini?"
Anche PD e IDV, come la Lega, sono contrari.
I Democratici sottolineano che "un posticipo dell'inizio delle lezioni metterebbe in pericolo la regolarità stessa dell'anno di studi, per violazione delle competenze delle Regioni e delle direttive UE".
I Sindacati sono divisi, ma salta fuori la proposta di dedicare settembre alle "attività parallele (attività di integrazione di bambini stranieri, corsi di recupero per studenti con lacune, accoglienza e orientamento alle prime classi superiori)".

Nessuno che si opponga al rinvio per l'unico vero motivo: perchè i nostri studenti diventerebbero sempre più ignoranti. Come coloro che fanno e sostengono queste proposte.

mercoledì 19 maggio 2010

DATI, DATI, ANCORA DATI SU CHI DA' E CHI RICEVE TRA LE REGIONI

Un ulteriore articolo con un sacco di grafici e di numeri che confermano il quadro: chi vive nel sud riceve molto dai contribuenti del nord. Ecco di nuovo la base materiale del movimento di Bossi.

Senza questi numeri non si capisce nulla della politica italiana di oggi. Sono più importanti del rumoroso siparietto che si svolge ogni giorno intorno a Berlusconi

Occhio ai numeri, dunque. Li trovate cliccando qui: NoiseFromAmerika.

martedì 18 maggio 2010

Federalismo fiscale: cosa sia e quanto sia niun lo sa

Massimo Bordignon da lavoce.info interviene ancora una volta sul federalismo fiscale con un articolo dal titolo "Attuare il federalismo: non ha prezzo" e riprende il discorso dei "costi" sottolineando come se ne parli molto, ma che di fatto "cosa siano e quanto siano, niun lo sa".
Detto tra noi è questo uno dei paradossi di questa riforma: non esiste uno straccio di documento ufficiale elaborato dal Governo o dal Parlamento che fornisca una valutazione d'impatto del federalismo fiscale così come è stato programmato.
Siamo molto lontani per esempio dagli Stati Uniti dove, pochi giorni dopo la presentazione da parte del Presidente Obama del Recovery and Reinvestment Act, il Government Accountability Office ha presentato uno studio sull'efficacia delle misure proposte e avviato un monitoraggio della spesa, aprendo una finestra specifica sul sito del GOA dal titolo simbolico "Following the money", dove è possibile scaricare tabelle, rapporti e analisi sull'uso dei fondi, sull'occupazione creata e persino sulle frodi.
In Italia ferve invece un dibattito fatto di molte chiacchiere, come rileva lo stesso Bordignon, nel quale ci si accapiglia "sull'inesistente, invece di concentrarsi su problemi seri". Accade così che, in assenza di numeri, analisi e rapporti, si possa affermare che il federalismo non è un problema di soldi anche perchè "con il federalismo si risparmia". Intanto nessuno può smentire.
Nel frattempo, si registrano i punti di vista di Massimo Giannini (citato da Bordignon), e di Eugenio Scalfari (Il dramma del federalismo in Italia e in Europa).
Insomma, i pareri fioccano e non sono tutti concordi....

mercoledì 12 maggio 2010

CRISI E RIFORME: IL FEDERALISMO ALLA GRECA

La crisi greca in questi giorni crea ansia in chiunque non viva sulle nuvole, ma ha anche molte cose utili da insegnarci su come tenere insieme nazioni e regioni.

La creazione dell'euro è basata su una scommessa rischiosa: impone la stessa politica monetaria a Paesi tra loro molto diversi e li obbliga a rispettare alcune regole di "disciplina fiscale". Secondo il trattato di Maastricht, gli stati membri non devono superare un certo livello di deficit nei loro bilanci annuali e si devono impegnare a tenere il debito complessivo entro limiti regionevoli. Per il resto, piena libertà. Se il governo greco ritiene di mandare in pensione i propri cittadinie a 55 anni, faccia pure; se il 30% della sua economia è in nero, affari loro; e se in alcune regioni greche gli insegnanti sono in numero del tutto sproporzionato rispetto agli alunni, ancora fatti loro. L'unico vincolo alle politiche nazionali è che non abbiano conseguenze negative per gli altri stati membri...

L'articolo continua qui


sabato 8 maggio 2010

LA RAGNATELA DEL DEBITO EUROPEO


Il New York Times ha ricostruito la ragnatela dell'indebitamento di Italia, Grecia, Portogallo, Irlanda e Spagna, evidenziando come i Governi e le banche di queste cinque "traballanti" economie siano strettamente intrecciate e posseggano anche larghe parti dell'indebitamento di Francia, Germania e Gran Bretagna.
In queste ore nell'Eurogruppo straordinario dei 16 capi di Stato e di Governo della zona Euro si deciderà (tardivamente) di intervenire.
Tra le proposte quella di far acquistare alla BCE titoli di Stato dei Paesi in difficoltà.
Stante l'intreccio "mortale", la "soluzione del debito della Grecia non può consistere nella trasformazione del medesimo in debito degli altri Paesi europei, o di chiunque altro" (Michele Boldrin, Crisi Finanziaria 2.1, NoisefromAmeriKa.org) e, soprattutto, sarebbe meglio "Lasciare stare la BCE" evitando di ricorrere ad essa per "monetizzare" come proposto da Paul Krugman in un recente articolo pubblicato anche da Il Sole 24 Ore.

giovedì 6 maggio 2010

The Economist: ridisegnare la mappa dell'Europa


The Economist ha provato a ridisegnare la mappa dell'Europa tenendo conto delle similitudini tra Paesi, ecco quello che scrive dell'Italia: "They could join northern Italy in a new regional alliance (ideally it would run by a Doge, from Venice). The rest of Italy, from Rome downwards, would separate and join with Sicily to form a new country, officially called the Kingdom of Two Sicilies (but nicknamed Bordello). It could form a currency union with Greece, but nobody else"


martedì 4 maggio 2010

Come un paese con il 120% di rapporto Debito/PIL spende i soldi pubblici

La Regione Sardegna finanzia il portale CONOSCERE (scuole e università della Sardegna in rete), dove troviamo informazioni essenziali sul mondo della scuola quali il calendario scolastico 2008-09 per la scuola media:
http://www.conoscere.it/medie/.
Ma quanto ci costa?